Appuntamenti con l'arte

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Dopo un anno ricco di eventi, tra cui la fortunatissima mostra "per sogni e per chimere" dedicata a Giacomo Puccini, la Fondazione Ragghianti si prepara il calendario 2019 pieno di novità con due importanti e impegnative mostre.

La prima delle due mostre previste per il 2019 verrà inaugurata nel mese di marzo e avrà il titolo: L’artista bambino. Infanzia e primitivismi nell’arte di primo Novecento, a cura di Nadia Marchioni.

Balla, Carrà, Soffici, Rosai, Garbari e molti altri importanti artisti dei primi decenni del nostro Novecento a un certo punto della loro ricerca avvertirono l’urgenza di “tornare bambini”, recuperando nelle loro opere la freschezza e la libertà del disegno infantile, in un percorso che li portò ad avvicinarsi all’arte “sorgiva”. Questo è il tema della mostra.

“Un fenomeno, quello del ritorno al Primitivismo – spiega il direttore Bolpagni -, che non fu soltanto italiano, ma che percorse l’intera Europa. Fu proprio Carlo Ludovico Ragghianti a sottolineare l’originalità e l’interesse dell’argomento, già indagato da studi fondamentali come quello di Corrado Ricci del 1887, ma mai approfondito in modo organico. Una lacuna che la Fondazione Ragghianti colma con questa mostra, che affronterà il tema indagandone anche alcuni antefatti”.

 

La seconda mostra sarà inaugurata invece nel mese di ottobre: Bernardo Bellotto in Toscana, a cura di Bożena Anna Kowalczyk, e sarà visitabile fino al gennaio 2020.

Scopo della mostra sarà quello di illustrare il viaggio di Bellotto in Toscana, uno dei temi più affascinanti del vedutismo toscano settecentesco. Bernardo Bellotto (1722-1780) pittore veneziano che riceve la sua formazione artistica nello studio di Canaletto quando quest’ultimo era al culmine della sua fama, alla fine degli anni Trenta del Settecento.

“L’eredità di Canaletto è alla base di tutta l’opera di Bellotto – spiega Paolo Bolpagni – , ma non appena quest’ultimo iniziò a viaggiare fuori da Venezia – e il suo viaggio in Toscana è il primo e fondamentale a questo riguardo – accentuò e sviluppò il proprio stile espressivo. I più recenti studi archivistici hanno permesso di datare esattamente il suo viaggio toscano. La documentazione riscoperta ci consente anche di vedere Bellotto come pioniere della pittura di veduta a Firenze e a Lucca al servizio dell’aristocrazia toscana. Il focus di questa mostra, curata da Bożena Anna Kowalczyk, che è tra i maggiori studiosi al mondo di Canaletto e Bellotto, sarà il nucleo di vedute di Lucca, con il dipinto che raffigura la Piazza San Martino della York City Art Gallery e i cinque disegni di diversi luoghi intorno alla cattedrale e a Santa Maria Forisportam prestati dalla British Library. Questo gruppo di opere, mai esposte insieme – i disegni, incollati in un album del XIX secolo, saranno per la prima volta staccati – fornirà una documentazione eccezionale dei vari aspetti topografici della città di Lucca. L’obiettivo è inoltre di presentare, accanto alle opere di soggetto lucchese, alcune delle vedute conosciute di Firenze e almeno uno dei disegni che documentano la visita di Bellotto a Livorno”.

 

Sono previste altre pubblicazioni a  cura della Fondazione Ragghianti che usciranno nel corso 2019, insieme a incontri, conferenze, convegni e didattica.

Martedì, 15 Gennaio 2019
Piazza san Martino a Lucca in un dipinto di Bernardo Bellotto